INTERVISTA alla dott.ssa Anna Benedetto sull’efficacia delle Vibrazioni ad Aria Funzionali sulle patologie del pavimento pelvico.

“Le patologie che più si evidenziano nel paziente con accesso diretto nel mio studio sono le problematiche di incontinenza urinaria femminile e di incontinenza urinaria maschile legate a una disfunzione post-chirurgica da prostatectomia.

Ad oggi sono molto numerosi i pazienti con problematiche di dolore pelvico, sia maschile che femminile, riconosciute come sindromi del dolore pelvico cronico.”

IN COSA RITIENE CHE VIBRA SIA PARTICOLARMENTE INNOVATIVA

“Per quanto riguarda la presa in carico dei pazienti con problematiche di dolore pelvico cronico sappiamo bene che c’è una modificazione centrale della sensibilità della zona allodinica. Ciò comporta problemi di approccio terapeutico per il fisioterapista a causa della difficile gestione del dolore da parte del paziente, situazione che Vibra riduce fino a consentire di iniziare prima il trattamento in loco perché in grado di comunicare attraverso la zona periferica metamerica a livello centrale. Tra l’altro questo approccio al dolore è scientificamente dimostrato e validato anche da un lavoro scientifico recentemente pubblicato del Prof. Casale.

Lo vedo innovativo perché ad oggi l’approccio è esclusivamente farmacologico, soprattutto per i pazienti che soffrono di dolore pelvico cronico.

I risultati si manifestano in ogni paziente, con grandissime soddisfazioni. Una di queste è stata sicuramente una paziente giovanissima, di 24 anni, che mi ha chiamata dopo un due giorni al ritorno della sua sede per riferirmi che finalmente per la prima volta è riuscita a sottoporsi ad una visita ginecologica endocavitaria, situazione fino ad oggi per lei impossibile per il fortissimo dolore che le impediva di portare avanti la visita.

Queste sono delle bellissime soddisfazioni, come i grandi successi che ho molto a cuore sui pazienti che sono in riabilitazione dopo l’intervento di prostatectomia perché queste persone che ritornano alla vita, quando prima la loro qualità della vita veniva veramente inficiata sia per il problema post chirurgico sia per una vita condizionata da un dolore che continuamente queste persone e questi uomini e più in generale queste donne e sentono e quindi subiscono nella loro quotidianità che viene irrimediabilmente modificata.

Quindi ritengo Vibra una grossa innovazione in questo settore.”

CON QUALI FREQUENZE LAVORA IN QUESTE APPLICAZIONI?

“Solitamente utilizziamo 100 Hz e poi 200 Hz. Poter modulare le frequenze è un grande valore aggiunto proprio a livello terapeutico per noi fisioterapisti perché 100 Hz ci permette di dare un “reset neuromotorio” in quella zona che vede recettori ipersensibilizzati che sono, per esempio sul dolore pelvico, causa dell’alterato recepimento da parte della paziente di una sintomatologia piuttosto che un’altra.”

QUINDI COSA AVVIENE ESATTAMENTE CON VIBRA?

“Per l’applicazione appena accennata 100 Hz permette di andare a creare un reset per poi successivamente passare con i 200 Hz ad intervenire sul dolore: in questo modo sono in grado di integrare la mia tecnica terapeutica in maniera più veloce ed andare a raggiungere prima quella zona dove il dolore inizialmente impediva il trattamento.”

COME INTEGRA VIBRA NEL SUO LAVORO?

“Integro la tecnologia Vibra con la terapia manuale anche per la riorganizzazione dello schema motorio. Quindi la macchina mi permette di poter lavorare in primis sul dolore o sulla ricorticalizzazione in quella zona che il paziente magari non ha più all’interno del proprio schema motorio.

Poi integro Vibra anche con le classiche terapie previste nelle linee guida in riabilitazione del pavimento pelvico; quindi, è un valore aggiunto sicuramente se parliamo di dolore e se parliamo di ricorticalizzazione di alcuni schemi molto schemi motori riflessi. Ritengo quindi utile e sicuramente innovativo il lavoro che Vibra permette di fare su questi pazienti.”

A CHI CONSIGLIERESTI VIBRA?

“A tutti i colleghi che si occupano di disfunzione del piano perineale perché riusciamo ad avere un’integrazione operativa proprio dando dei segnali periferici verso la parte centrale e questo è molto importante perché ad oggi tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione sono strumenti che lavorano in loco non lavorano per una modificazione, quindi una stimolazione a livello centrale, e chi lavora nel pavimento pelvico in questo caso sa benissimo quanto sia importante la reintegrazione di tali sistemi per un buon esito terapeutico.”

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Pubblicato il: 21 Settembre 2022

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