INTERVISTA AL DOTT. MAURIZIO POLI: La frequenza di 80 Hz nella terapia a vibrazioni ad aria e le sue opportunità di lavoro a 360° in ambito multidisciplinare.

La frequenza di 80 Hz è percepita dal sistema nervoso centrale come una richiesta di decontrazione del muscolo che è stato fatto vibrare dalla stimolazione.

QUAL È LA NEUROFISIOLOGIA LEGATA A QUESTO ASPETTO?

La vibrazione sfrutta una metodologia classica del nostro sistema corporeo che riguarda la percezione delle varie sensazioni; quindi, abbiamo molti sensori a livello muscolare e articolare che vanno a rappresentare pressione, temperatura, tensione dei muscoli e tante altre informazioni.

Vibra 3.0 sfrutta questa sensorialità nota a livello periferico dove viene portata una stimolazione vibratoria percepita dai recettori sensibili agli stimoli meccanici, che nel dettaglio sono gli organi tendinei del Golgi piuttosto che i fusi neuromuscolari, i quali inviano questa informazione al sistema nervoso centrale.

La caratteristica principale di questo meccanismo è che il sistema nervoso centrale vede questa vibrazione esattamente come se fosse un’attività muscolare del muscolo che in quel momento sta vibrando.

DOVE È UTILE QUESTA STRATEGIA TERAPEUTICA?

Questo concetto è fortemente strategico in tutte le patologie dove c’è un’alterazione della funzione neuromotoria, di conseguenza viene ritenuta una delle frequenze più importanti disponibili all’interno della macchina perché è la frequenza di apertura di ogni terapia.

Il primo obiettivo che ci poniamo è quello di recuperare la funzione, di recuperare l’equilibrio tra muscolo agonista ed antagonista perso in ogni patologia sia da un punto di vista centrale che volontario.

Di conseguenza la frequenza di 80 Hz consente di recuperare l’estensibilità, cioè la lunghezza della fibra, caratteristica anatomica che permetterà il ripristino della funzione.

QUALI SONO I PRINCIPALI ESEMPI DI APPLICAZIONE SU PATOLOGIE?

Gli 80 Hz sono facilmente riconducibili ad applicazioni su rigidità di schiena o dolori lombari in cui possiamo andare a lavorare sulla contrazione di blocco che si viene a creare spesso in presenza di problemi alla schiena tipo ernie, listesi o situazioni più problematiche. Oppure all’interno di un lavoro su una spalla che tende ad essere in blocco, e allora avremo sicuramente una retrazione fortissima dei pettorali, del piccolo rotondo piuttosto che del sottoscapolare, di conseguenza andremo a identificare i target per rilasciarli per ritrovare una funzione corretta.

E PER IL PAZIENTE NEUROLOGICO?

Il paziente neurologico non ha sintomatologie tutte neurologiche. Il paziente neurologico magari ha in atto una problematica o tutti e due gli arti o presenta una diffusione della problematica neurologica non su tutto il corpo e quindi potrebbe presentare una lombalgia classica, come anche il parkinsoniano è un lombalgico, e di conseguenza nelle aree dove non esiste la problematica neurologica andremo a lavorare come se fosse una persona con problematiche funzionali articolari classiche.

DOVE APPLICHI I TRASDUTTORI?

La frequenza degli 80 Hz viene percepita in maniera ottimale dagli organi tendinei del Golgi e quindi noi avremo un posizionamento che deve essere il più possibile sopra le giunzioni miotendinee, non che non si senta se non li posizioniamo correttamente, ma se portiamo un messaggio è giusto che questo messaggio enti nella porta principale.

Gli 80 Hz rappresentano oltre che una frequenza di apertura di ogni terapia rappresentano un concetto di mantenimento della persona all’interno di quelle che sono delle caratteristiche biomeccaniche; quindi, la utilizziamo anche negli atleti per mantenere un equilibrio tra muscoli agonisti ed antagonisti cioè sulla catena flessoria ed estensoria del calciatore piuttosto che del pallavolista per quello che riguarda la catena di chiusura e di apertura della spalla.

È una frequenza che possiamo utilizzare sull’ortopedico come nel neurologico in determinate aree ma lavoriamo principalmente su quelle che sono le problematiche ortopediche, senza tralasciare le problematiche posturali, in cui la frequenza di 80 Hz è elitaria per indurre tutti i cambiamenti necessari nel contesto posturale.

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Pubblicato il: 24 Giugno 2022

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